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Il Rosso DOC Cerignola è rimasto, nella sua composizione, quasi lo stesso imbottigliato alla fine dell’Ottocento dai Conti Pavoncelli.
Il vitigno principale, oltre metà dell’uvaggio, è il Nero di Troia, il nostro autoctono per eccellenza, da cui si ottiene un vino con ottimi tannini, profumi complessi ed una capacità di invecchiamento provata da bottiglie in condizioni splendide dopo trent’anni e più di invecchiamento.
Ad esso si affiancano nel disciplinare altri vitigni, nei quali è possibile leggere la storia di questo vino, così come si è depositata negli anni.
Il Barbera, per esempio, era usato nel vino Rosso “Santo Stefano” delle Cantine Pavoncelli, probabilmente perchè molto diffuso nell’Italia dell’epoca: successivamente è stato sostituito dal Sangiovese.
Il Malbeck è invece tipico vitigno francese, lascito questo dei vignaioli d’Oltralpe durante la loro permanenza a Cerignola nel periodo di fine Ottocento. Colpita dalla fillossera, la Francia cercò in zone lontane un sostituto dei loro vini, che trovarono nel Nero di Troia.
Per personalizzarlo ed abbassare l’acidità importarono nelle nostre terre un vitigno con caratteristiche di morbidezza più accentuate: il Malbeck, appunto.
Infine il Montepulciano ed il Negroamaro, due vitigni autoctoni del nord e del sud della Puglia, a testimonianza della zona di confine in cui Cerignola è posta.

Caratteristiche organolettiche.
il Rosso di Cerignola è vino dal colore rosso con riflessi rubino, ma mai troppo intenso o “scuro”; con l’età tende all’aranciato.
Il profumo è vinoso, con note di lampone in gioventù che tendono alla spezia col passare degli anni.
In bocca ha tannini gradevoli ed è armonico con una tendenza leggermente acida.
È vino adatto all’invecchiamento: nella versione riserva, può raggiungere agevolmente i 20 anni di conservazione.

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