presentazione
storia del rosso
il territorio
il vino
i soci
notizie
contatti

Cerignola è situata nella Valle dell’Ofanto, un lembo di terra che costeggia i lati dell'omonimo fiume segnando il confine tra la provincia di Bari e quella di Foggia. La città è posta a circa 124 metri di altitudine (con un picco massimo di 126 metri in prossimità del Rione Terravecchia) sulle alture che delimitano il margine meridionale del Tavoliere delle Puglie (Basso Tavoliere), a dorso dei bacini dei fiumi Ofanto e Carapelle, tra le campagne di un territorio tra i più vasti e fertili della Puglia.
É il secondo centro della Capitanata per numero di abitanti come pure il più grosso centro agricolo della provincia di appartenenza con i suoi 49.000 ettari coltivati principalmente a vigneto, oliveto e cereali. Molte anche le aziende di trasformazione dei prodotti agricoli e le denominazioni protette tra le quali il Rosso di Cerignola Doc, l’oliva da mensa Bella di Cerignola Dop e l’Olio Extravergine di Oliva DOP Dauno.
Tra i monumenti di particolare interesse sono da segnalare le ultime “Fosse Granarie” esistenti in Europa, una grande area nel centro della città un tempo adibita a deposito di granaglie e legumi. Risalenti al Medioevo, esse sono una sorta di silos rovesciato gestite per secoli dalle “compagnie di sfossatori”. La loro capacità media è di circa 600q.li ed alcune di esse sono ancora in uso. Il cippo portava inciso il nome del proprietario, in genere grandi latifondisti del passato.
La Chiesa Madre, attualmente parrocchia di San Francesco d’Assisi, è il monumento più antico di Cerignola. La sua origine risale, infatti, all’anno mille come testimoniato dalla particolare architettura a cupolette e da alcuni documenti storici. Fu cattedrale della città fino alla consacrazione del Duomo Tonti, all’inizio del secolo XX.
Torre Alemanna, a pochi chilometri dalla città, è una delle più impressionanti testimonianze della presenza dei Cavalieri Teutonici nel sud Italia.
Dono di Federico II di Svevia ai Cavalieri, il complesso di Torre Alemanna, è ritenuto dagli storici la più fiorente delle balie teutoniche in Puglia. Un centro talmente ricco (fra il XIV ed il XV secolo, possedeva oltre 2.800 ettari di terra) da consentire con la sua produzione zootecnica e cerealicola il sostentamento anche di San Leonardo di Siponto, da cui dipendeva, e degli altri insediamenti pugliesi aventi perlopiù valenza strategica e politica. L’intero possedimento fu nel 1483 ceduto dai Cavalieri alla Chiesa che, trasformandolo in Commenda concistoriale, lo gestì per mezzo di procuratori. Il restauro, attualmente in corso, ha portato alla luce meravigliosi affreschi medievali nella torre e numerose maioliche nei dintorni.